Chi ruba un piede è fortunato in amore

Chi ruba un piede è fortunato in amore dehon cop

  • Incluso nell'abbonamento Dehon Prosa/8

    Teatro Belli
    ANTONIO SALINES e FRANCESCA BIANCO

    CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE
    Di Dario Fo
    regia Carlo Emilio Lerici
    con Tonino Tosto, Germano Rubbi, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Giuseppe Cattani

    QUANDO: 
    dall' 1 al 3 Novembre 2019, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 16
    Biglietti acquistabili online sul circuito vivaticket logo nuovo
    e presso la biglietteria del teatro

    PREZZI  
    € 25,00       Intero + € 2.00  di prevendita
    € 22,00  Ridotto (tutte le riduzioni) + € 1.00  di prevendita
    € 13.00  Riduzioni speciali: abbonati, under 18 e comuni convenzionati + € 1.00 di prevendita 
  • Proiettato nell'Italia degli anni sessanta in piena speculazione edilizia, il mito di Apollo e Dafne (la bella ninfa che, inseguita dal dio donnaiolo, viene trasformata dal padre in albero) offre lo spunto comico della commedia: lui, Apollo, interpretato da Antonio Salines, è un tassista ideatore di una geniale truffa; lei, Dafne, interpretata da Francesca Bianco, è una bella signora dal letto facile che non disdegna tradire il marito, titolare di un'impresa edile.
    La vicenda. Due imbroglioni (Apollo e un suo amico) rubano un piede alla statua di Mercurio (notoriamente protettore dei mercanti e dei ladri) e lo seppelliscono nel terreno dove si sta edificando un grosso complesso edilizio. 
    Il piede diviene, così, un'efficace arma di ricatto perché per il costruttore è un ostacolo da rimuovere rapidamente, prima, cioè, che arrivi sotto gli occhi della sovrintendenza che bloccherebbe quasi sicuramente i lavori, meglio dunque, suggeriscono i due imbroglioni travestiti da finti archeologi, che l'imprenditore elargisca una bella sommetta per non ben definite ricerche, piuttosto che rischiare un'eventualità del genere. Cosa che questi accetta di buon grado.
    Nel garbuglio si inserisce Dafne, l'attraente moglie del costruttore e amante di un suo collaboratore, della quale il tassista si innamora e che lega materialmente a se con un curioso innesto, per rigenerarle il sangue malato, finendo per ritrovarsi però però, dopo una serie di peripezie, abbracciato ad un albero che simboleggia l'amata, proprio come raccontato nel mito dell'antichità.

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