Separazione

Separazione Dehon Cop copia

  • Incluso nell'abbonamento Dehon Prosa/8

    Produzione Ludus in Fabula
    MARINA THOVEZ e MARIO ZUCCA

    SEPARAZIONE
    Di Tom Kempinsky
    Regia e traduzione Marina Thovez
    Scene Eugenio Guglielminetti

    QUANDO: 29-30 Novembre e 1 Dicembre 2019, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 16

    Biglietti acquistabili online sul circuito vivaticket logo nuovo
    e presso la biglietteria del teatro

    PREZZI  
    € 25,00       Intero + € 2.00  di prevendita
    € 22,00  Ridotto (tutte le riduzioni) + € 1.00  di prevendita
    € 13.00   Riduzioni speciali: abbonati, under 18 e comuni convenzionati + € 1.00 di prevendita 
  • “Separazione” è la storia di Sarah, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, separati appunto, da un oceano. I due non si conoscono, ma il destino intreccia le loro esistenze.
    Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama al telefono per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui se non fosse che lo scrittore, da tempo bloccato sulla pagina bianca, buffo malato di agorafobia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. E Sarah ha una particolarità che la rende in grado di identificarsi con la protagonista della commedia di Joe meglio di chiunque altro. Attraverso l'oceano e i fili del telefono tra i due nasce una sorprendente amicizia, e finalmente s'incontrano…
    La vita è coraggio, ci dice l'autore, e “Separazione” è in realtà la storia di un commovente, fragile avvicinamento.
     
    NOTE DI REGIA
    Separazione è una commedia originalissima: sono 8 telefonate. 8 momenti cruciali della vita dei due protagonisti, 8 gradini di conoscenza. In una struttura a episodi l'autore ci inchioda con un'altalena di sentimenti drammaturgicamente fortissima.
    Nella vita siamo tutti separati: ogni piccolo egoismo, ogni paura, ogni trauma subito sono una barriera che ci allontana dagli altri e dalla felicità.
    Non possiamo eliminare le nostre debolezze, ma possiamo innamorarci dei difetti degli altri.
    Kempinsky usa humor e leggerezza; ho fatto tesoro degli spunti comici che il testo offre.
    Nella messa in scena ho contrapposto alla fissità dell'azione, cioè la ripetitività del gesto telefonico, un'ambientazione che grazie alla fantasia magnifica del grande Guglielminetti racconta le due città e le due intimità senza veli: da un lato c’è Sarah, aperta alla vita, e la sua New York è la finestra sul mondo, con le luci dei grattacieli, il sole, il cielo, la notte. A Londra invece, l'agorafobico Joe si è recluso in un confortevole rifugio dal mondo cattivo, con cui non vuole avere contatti, un muro tagliafuoco, unico testimone delle sue abbuffate e dei suoi attacchi di panico, dopo che amici ed estro creativo l’hanno abbandonato. 
    Ma, per fortuna, c’è il telefono.

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