Una scena un po' più vuota. Guido Ferrarini ci ha lasciati

Duse, Duse... Duce, Duce

Duse, Duse...
Duce, Duce

1976
La principessa Elettra Marconi e Guido Ferarini

La principessa Elettra Marconi e Guido Ferarini

1984
Samuel Beckett, Guido Ferrarini, Tiziano Tommesani e la poetessa Claire Marteau

Samuel Beckett, Guido Ferrarini, Tiziano Tommesani e la poetessa Claire Marteau

1984 - Parigi
Il Cardinale Lambertini

Il Cardinale Lambertini

1986
ISABELLA, TRE CARAVELLE E UN CACCIABALLE - Luciano Leonesi, Dario Fo, Guido Ferrarini

ISABELLA, TRE CARAVELLE E UN CACCIABALLE - Luciano Leonesi, Dario Fo, Guido Ferrarini

1991
Don Chisciotte

Don Chisciotte

2000
ESCURIALE - Aldo Sassi e Guido Ferrarini

ESCURIALE - Aldo Sassi e Guido Ferrarini

2006
Paolo Villaggio e Guido Ferrarini

Paolo Villaggio e Guido Ferrarini

2007

È con profondo dolore che comunichiamo che nella notte tra il 15 e il 16 gennaio ci ha lasciato Guido Ferrarini, Presidente Onorario del Centro Culturale Teatroaperto/Teatro Dehon di Bologna.
Guido è stato per oltre 30 anni il volto e l'anima del Teatro Dehon di via Libia 59 e della Compagnia Teatroaperto da lui fondata nel 1974, che ha messo in scena numerosi spettacoli di cui Guido Ferrarini è stato autore, regista e attore. Ricordiamo “Duse, Duse… Duce, Duce”, “Fantomas” e “Uno, Due, op-là!”.
Ma uno dei personaggi e degli spettacoli che più ha amato rappresentare, anche per l'amore e l'entusiasmo che il pubblico ha sempre dimostrato, è "Il Cardinale Lambertini", opera teatrale dalla penna di Alfredo Testoni, andato in scena sul palco di Piazza Maggiore nelle estati del 1990 e del 2003.

Nella sua lunga carriera ha avuto l'occasione di collaborare con i grandi del teatro contemporaneo, tra cui Fernando Arrabal e Giorgio Celli, e i due premi Nobel Samuel Beckett e Dario Fo.

Guido Ferrarini ha infatti sempre visto il Teatro come un'arte complessiva, non settorializzata.

"Un attore o un regista deve potere e sapere cogliere la forza intrinseca del testo: sia di quelli popolari che di quelli più complessi, considerati - spesso erroneamente - appannaggio della cosiddetta 'alta cultura' ", soleva ripetere. 

Piero Ferrarini, Direttore Artistico del Teatro Dehon, saluta così il padre:
“Nella notte tra venerdì e sabato, con discrezione e consumato mestiere, è uscito di scena mio padre Guido Ferrarini. Sono sicuro che ha sorriso per l'ultima volta ripensando a quel pubblico a cui ha dedicato tutta la sua vita.
Guido Ferrarini ha creduto sempre, fermamente, incrollabilmente, nel valore della Cultura e del Teatro. Se la scena oggi è un po' più vuota mio padre continuerà per sempre a vivere nel ricordo di quanti lo hanno visto recitare.”

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