GHOST LIGHTS

Stagione Settembre - Dicembre 2021.

Teatro Dehon pallini cop

Nei Teatri dei paesi di lingua anglosassone esiste una curiosa tradizione, in Italia sconosciuta ai più: quella di lasciare accesa al centro del palcoscenico una piccola lampada anche durante i periodi di chiusura; tale minuscola, flebile luce, destinata a costituire un punto di riferimento per quanti - attori o tecnici - si trovino a doversi muovere nell'oscurità della sala vuota viene significativamente sotto il nome di ghost light (fuoco fatuo).

Le origini di tale consuetudine non sono però da ricercarsi esclusivamente in ragioni d'ordine pratico. Fedeli alla propria radice romanticheggiante, i pronipoti di Shakespeare ritengono necessario fornire agli spettri che frequentano il palco nelle ore di inattività - e che si ritiene portino fortuna agli attori in carne ed ossa - un piccolo confort; un supporto al Teatro dei Fantasmi, al teatro degli Invisibili insomma.

Durante la lunga notte della pandemia, la tradizione delle ghost lights è stata rivivificata in chiave attuale, quale buon auspicio per la riapertura delle sale; teatri di primo piano, quali la Sidney Opera House ed il Roslyn Packer Theatre in Australia, la Royal Alexandra in Canada, gli statunitensi Broadway Palm e Sugden Theatre, oltre al Teatro Nazionale Finlandese, hanno installato e mantenuto in vita questi meravigliosi fuochi fatui.

Simboli discreti e raffinati, che esprimono meglio di certe interminabili e dottissime dissertazioni l'immensa carica poetica ed immaginifica connaturata al Teatro: alla sua pratica come ai suoi luoghi; alle sue arcaiche e misteriose radici; alla sua capacità di attualizzare il mito, restituendolo agli Uomini.

Riportare la luce, essere luce, costituisce oggi il prometeico dovere morale, l'imperativo assoluto che sottende l'esercizio dell'attività teatrale. Contribuire a ricostruire il tessuto delle relazioni sociali, danneggiato dai tremendi lockdown che si sono susseguiti in questi anni difficili rappresenta l'obiettivo primo che tutti gli operatori del settore, dai guitti del Teatro di strada sino ai Sovrintendenti delle grandi Fondazioni pubbliche, devono incrollabilmente perseguire. Solo così la Società tutta - e di conseguenza l'Arte, che di essa rappresenta l'Anima - potrà ricostruire sulle molte macerie, morali ancor prima che materiali, seminate dietro di sé dall'epidemia.

Non è casuale, da parte nostra, aver voluto rappresentare tale intendimento in forma concreta, riprendendo la tradizione delle ghost lights sia mediante il rinnovo dello storico pannello che affaccia su via Libia, sia con l'installazione di una nuova insegna nel più classico Broadway-style, composta da oltre 150 lampadine. Nel corso del lungo periodo di (forzata) chiusura, abbiamo infatti lavorato incessantemente per presentarci all'inizio della stagione 2021 nel migliore dei modi: benché non richiesto dalle normative attuali, è stato messo a punto un impianto di sanificazione con sistema bi-zona (Sano-O3 Puro-UVc), per garantire la massima sicurezza in sala degli spettatori e degli attori.

Per quanto attiene i caratteri artistici della stagione teatrale 2021 (per il momento limitata ai soli mesi autunnali settembre - fine dicembre, a causa delle difficoltà che ancora permangono nel campo del mercato di settore), è importante segnalare come il principale investimento sia compiuto sulle produzioni della Compagnia Teatroaperto, che porta in scena ben tre spettacoli: una ripresa ("Niente è come sembra", già apprezzato dal pubblico di Bologna e Milano, ma costantemente richiesto); il recupero di un titolo le cui repliche sono state interrotte causa Covid ("Flower Power", destinato anche alla tradizionale replica del 31 dicembre) ed una nuova black comedy, in anteprima assoluta ("Patto col Diavolo", che rientrerà in abbonamento nel mese di febbraio 2022).
Da segnalare poi, come di consueto, la presenza in cartellone alcuni tra i migliori nomi del Teatro italiano: Maurizio Micheli, Debora Caprioglio, Marco Falaguasta, Nathalie Caldonazzo, Pietro Longhi, Gaia de Laurentiis, Marco Marzocca, Stefano Sarcinelli e Antonello Costa; oltre al ritorno, sulle tavole del Dehon, di un classico di Carlo Goldoni, "Gli Innamorati", in un allestimento realizzato dal Teatro Carcano di Milano.
Infine, segnaliamo come le coordinate di programmazione abbiano tenuto conto della necessità di sostenere artisti e tecnici del territorio: oltre naturalmente ai componenti della Compagnia Teatroperto, saranno presenti sul palco di via Libia le storiche band Bononia Sound Machine e Baou Tribe (che rientrano nella rassegna "Teatroaperto... Che spettacolo! - segnali di vita da Bologna"), i comici dell'ormai storico "Costipanzo Show" ed Andrea Santonastaso, prodotto dalla realtà sanlazzarese del Teatro dell'Argine per la regia di Nicola Bonazzi: un'interazione tra realtà limitrofe che speriamo possa rappresentare l'auspicio migliore per la stagione che va cominciando.

Il Direttore Artistico
Piero Ferrarini

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