Dio arriverà all'alba

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    Teatro Senza Tempo

    DIO ARRIVERÀ ALL'ALBA
    omaggio ad Alda Merini
    Testo e regia di Antonio Nobili
    con Antonella Petrone, Daniel De Rossi, Davide Fasano, Valerio Villa, Alberto Albertin, Virginia Menendez, Sharon Orlandini
    Musiche originali di Paolo Marzo
    Scene Fabio Pesaro
    Aiuto regia Margherita Caravello
    Costumi Virigina Menendez
    Fonica Antonio Tocco

    QUANDO:  6 Marzo 2020, ore 21
    Domenica 3 maggio ore 18

    I biglietti sono acuistabili a questo link: www.dioarriveraallalba.com/bologna
    LA VENDITA DEI BIGLIETTI È A CURA DELLA PRODUZIONE

  • In ottemperanza al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) emanato il 1° marzo 2020 allo scopo di contenere e contrastare la diffusione del Coronavirus, lo spettacolo Dio Arriverà all'alba è stato rinviato a Domenica 3 maggio ore 18.00

    Una telefonata anticipa un incontro. Da un capo del telefono un professore universitario chiama la sua vecchia e stimata amica Alda Merini chiedendole la cortesia di seguire un giovanotto molto talentuoso che sta svolgendo da parte sua delle ricerche su alcune dinamiche della poesia contemporanea.
    Inizialmente riluttante, la Merini accetta di buon grado la richiesta dell'amico accogliendo il suo assistente a casa in diverse occasioni.
    Dal primo incontro, inesorabili come le cadute al domino, uno dopo l'altro si seguiranno momenti, sensazioni e stati d'animo che porteranno i due a trovarsi su quel confine spesso raccontato, in quanto realmente vissuto, dalla merini nelle storie poetiche dei suoi giovani amanti: è l'urgenza di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce. Forse perché Paolo le ricorda un amore giovanile, forse perché la solitudine alla quale si è votata non è sempre facile da sostenere, forse per insegnare al suo giovane allievo tutto quello che è e che sa, e mostrargli, attraverso il sacrificio di sé, l’atto poetico e la sua radice.
    A svelare gradualmente la vita più intima e solitaria della poetessa sarà quindi proprio lo sguardo di chi le sta accanto: Paolo, al quale Alda si racconta con ironia e profonda dolcezza; l’amico Arnoldo, un po’ impacciato e timoroso di dio, che sta preparando una curatela della sua opera. Unendo in un unica e significativa edizione le più celebri poesie religiose e d'amore dell'amica, si scopre goffamente tormentato, combattuto tra la pace della vocazione al mistero religioso e una infantile quanto sincera infatuazione per Anna, la donna che si prende cura di Alda Merini e della casa. Anna, dal canto suo, sembra preoccuparsi esclusivamente che il piano militare quotidiano di commissioni, faccende, farmaci e toilette scandisca con precisione e malcelata superstiziosa ignoranza il ritmo delle ore.
    Ma si sa che il povero è più immediato, e all'occorrenza è l'unico in grado di spolverare lucidamente le ossa anche al poeta. Nei loro confronti Alda si pone di volta in volta come una mamma che abbraccia il bambino che si è messa accanto. Il viso della donna che si accosta alla guancia del figlio. Un dito che indica qualcosa lontano. Il bambino guarda, cerca con lo sguardo ciò che la mamma vuole che veda, che offre al suo sguardo. Fiduciosi, attenti gli occhi del bambino rivelano lo stupore di chi ancora ha tutto da scoprire e vedere. Ma perché la curiosità di un bambino possa smuoversi, ci deve essere quel contatto, il calore di quella persona che è lì per lui, per iniziarlo alla vita. Iniziarlo alla vita è accompagnarlo e lasciarlo esplorare il mondo con quell'incanto che solo lui conosce e coltiva. Canticchia tra sé e sé, accende una sigaretta dietro l’altra, prendendo il giro il medico che la va a visitare a casa e ridendo, ormai, della propria schiena, Alda Merini ricrea nel suo angusto e caotico appartamento il più bizzarro dei salotti intellettuali. Sul pavimento mozziconi di sigarette, fogli sparsi e lattine vuote possono stazionare per intere settimane, mentre alle pareti foto, ritagli di giornale, ma soprattutto appunti, tanti appunti e numeri di telefono scritti col rossetto intorno al telefono, pile di libri ovunque e stufette e ventilatori compongono ormai una precaria e poeticissima sorta di installazione concettuale.
    Alda Merini viene mostrata al pubblico nel suo più sincero quotidiano, fatto di contraddizioni e dolori, ma anche di gioco, ironia, e faticosa ma imprescindibile libertà.



    Recensioni:
    “Lo spettatore si ritrova catapultato in un vortice emotivo da cui è impossibile staccarsi e che, forse, termina
    solo con lo spegnersi delle luci.” - 2righe
    “Il microcosmo merinicentrico fatto di dettagli invisibili ai più, si dilata con l’andare dei minuti per illuminare
    un macrocosmo onirico fatto di versi” - Marco Fioramanti edizioniconoscenza
    - “La testimonianza di un oltre artistico che è la vera vita. Tutto il testo è interessante e gravido di parole che
    carezzano l’anima” - Paola Proietti

 

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