Sproloqui cop

  • FUORI CARTELLONE

    OrnoTeatro

    Eros Drusiani e Marco Chiappelli

    SPROLÒQUI
    Spettacolo comico in lingua bolognese
    di Eros Drusiani

    Musiche e video: Davide Belviso


    QUANDO:
    Lunedì 4 ottobre 2021
    Ore 21.00

    In ottemperanza alle indicazioni ministeriali e AGIS, consigliamo gli
    spettatori di munirsi di biglietto mediante la rete di vendita on-line Vivaticket.

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    Sarà comunque possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria
    del Teatro (lun-sab dalle 15 alle 19) e da 1 ora prima dell'inizio dello spettacolo.

    La capienza del Teatro Dehon è ridotta per ragioni di sicurezza a 182 posti. 

    PREZZI  
    € 15,00        Intero
    € 12,00   Ridotto (tutte le riduzioni)

     

  • Non ho ancora capito il perché ma questo spettacolo è nato nella mia testa in bolognese, lingua che parlo fin dall'infanzia grazie ai miei nonni e ai miei genitori.
    Non si tratta di un nostalgico omaggio a un tempo passato e ancora meno di sciocche storielle grasse così spesso legate a Bologna da parte di chi a Bologna non ci vive.
    Gli argomenti trattati sono i più vari. Si parla di politica, di economia, di religione, della vecchiaia, di salute, di dubbi esistenziali, di quotidianità ma sempre con quel pizzico di follia che solo il dialetto riesce ad esprimere anche nei discorsi più profondi. I personaggi, a volte cinici a volte saggi, sono legati a questa terra (e questo vale per l'intera regione) che mescola miracolosamente stupidità e cocciutaggine con creatività e intelligenza. (Eros Drusiani)

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Aperte le prevendite per la nuova rassegna di Settembre.

Teatroaperto che spettacolo cop

 Quest'anno vi salutiamo per l'estate annunciandovi che la stagione del Teatro Dehon riprenderà a Settembre, con la rassegna

TEATROAPERTO... CHE SPETTACOLO!

In scena alcune delle ultime produzioni della Compagnia Teatroaperto, compagnia stabile del Teatro Dehon:

Flower Power (10-11-12 settembre) vi mostrerà la summer of love della fine degli anni '60 come non l'avete mai vista; con Niente è come sembra (17-18-19 settembre) vivrete le assurde avventure di François ed Etienne nella Parigi dei giorni nostri, mentre Patto col Diavolo (24-25-26 settembre) - novità assoluta 2021 - vi trasporterà in un mondo di diabolico divertimento. 
A seguire, sul palco del Teatro Dehon sarà protagonista la musica di Bologna e Nuvole (30 sett e 1-2 ott), iniziativa giunta alla IV edizione, con la presenza delle band bolognesi Bononia Sound Machine e Baou Tribe.

Acquista subito i tuoi biglietti per i primi tre spettacoli!
Presto in vendita anche i biglietti per i concerti della rassegna musicale Bologna e Nuvole.

Non vediamo l'ora di rivedervi a Teatro. A prestissimo, e buona estate!

In ottemperanza alle indicazioni ministeriali, ricordiamo che la capienza del Teatro Dehon è limitata a 182 posti. Ricordiamo inoltre di continuare a conservare gli abbonamenti della stagione 2019-2020 e i biglietti degli spettacoli che non si sono potuti svolgere (es. Giacobazzi&Pizzocchi e Panpers). Non appena possibile vi comunicheremo le modalità per usufruirne.

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Patto col Diavolo provvisiorio cop

  • Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon
    PATTO COL DIAVOLO

    di Piero Ferrarini
    con Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Andrea Zacheo, Asia Galeotti e Martina Valentini Marinaz 
    scene Luigi Fazio
    costumi Renata Fiorentini
    disegno luci Poppy Marcolin
    regia di Piero Ferrarini




    Produzioni
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    Teatro Dehon 051.342934
    Via Libia, 59 Bologna

  • Maurice Cailloux, Amministratore Delegato di un'azienda francese attiva nella produzione di armi d'ogni tipo, riceve senza preavviso la visita del misterioso avvocato Alain Bavard, onnisciente emissario del Principe delle Tenebre, che preconizza all'uomo una morte imminente. Non tutto è perduto, però: Lucifero stesso, infatti, avendo particolarmente a cuore le nefande attività della "Cailloux Explosives", ha deciso di offrire a Maurice la possibilità di sfuggire al proprio destino...

    Frutto della rielaborazione di materiali folklorico-drammaturgici tra i più svariati - da Boccaccio a Marlowe; da Goethe a Boito; da Ghelderode a Brecht, sino al cinema di genere del Novecento -, "Patto col Diavolo" costituisce una riflessione divertita sul tempo attuale, laddove la faustiana "volontà di potenza" ha lasciato progressivamente spazio alla sua versione degradata: quella cieca e pervasiva "ossessione di controllo" che sempre più va emergendo dalle plaghe del mondo contemporaneo.

    Vero e proprio racconto morale, e parabola ironica sulla società tecnologica e sulle insidie delle quali essa è costellata, "Patto col Diavolo" costituisce un tentativo di riciclare strumenti, forme narrative e dispositivi diegetici del Teatro classico reinterpretandoli in chiave post-moderna, al fine di attingere un serio impegno civile attraverso i sentieri dell'ironia e dello humour nero.

    Uno spettacolo esplosivo, quasi una pochade contemporanea che - ne siamo certi - non mancherà di divertire lo spettatore. Almeno sino a quando questi non si renderà conto che il vero protagonista... È lui!

 

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Caro Antonio,

ho avuto la fortuna di poterti conoscere abbastanza a lungo e sufficientemente bene, e so che non avresti gradito un elogio funebre stylé e conforme ai crismi. Del resto, tu eri un irregolare per natura - ogni vero artista dovrebbe esserlo! -, refrattario ai luoghi comuni, alle scorciatoie di comodo. Alle carrettelle che strappano l'applauso, sulla scena come nella vita, hai sempre preferito la classe del recitare vero. Nobile. Profondo. Elegante.

Ho spesso immaginato mio padre Guido, che per tanti anni ti è stato amico sincero e devoto - come forse solo in nome del sentimento d'una comune appartenenza ontologica si può essere -, alla stregua di un capocomico all'Antica Italiana, la sopravvivenza attualizzata di uno di quegli Zanni che popolarono le piazze ed i mercati d'Europa nel Cinquecento. Tu invece hai sempre avuto, ai miei occhi, la maestà noncurante d'un istrione della Roma antica; e mi colpiva il candore (autentico) con il quale schermivi una formidabile, straordinaria capacità interpretativa sino a farla apparire come la cosa più scontata del mondo.

Come si dovrebbe fare in questi casi, vorrei scrivere dei tuoi meriti e descrivere i tuoi incontri "importanti"; invece, preferisco ricordare un tuo progetto, che credo dica molto dell'uomo che eri: avresti voluto adattare per lo schermo un bel racconto gotico di Anne Crawford, che ha per protagonista una donna-vampiro. Penso che quell'immagine di una seduttività infera, pericolosa ed abissale riverberasse la fascinazione profonda che su di te esercitava l'elemento lunare, il vero rovescio della tua maschera artistica, che del resto coincideva alla perfezione con la fluidità della complessione astrale Cancro tua propria.

Sono molti i momenti trascorsi insieme che non dimenticherò mai, Antonio; sono tanti i consigli che mi hai dispensato nel corso degli anni e che conservo gelosamente nel mio "baule" di teatrante, in attesa di trasmetterli a mia volta (credo che questo meccanismo si vada sotto il nome di "tradizione", ma non ne sono sicuro). Vorrei fermarmi ancora un po' qui con te, ma tra pochi minuti devo iniziare una prova del nuovo spettacolo, anche se ho le lacrime agli occhi.

Sono sicuro che capirai.

Piero

P.S.        Quando incontri mio padre, portagli un applauso da parte mia.

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Sito ufficiale del Teatro Dehon di Bologna

Centro Culturale Teatroaperto Soc. Coop. Impresa Sociale – Teatro Dehon - Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
Biglietteria e uffici 051.342934 , Via Libia 59 - biglietteria@teatrodehon.it